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October 29 GIORDANO BRUNO ASSISTICI TU !
L'autore de "L'anima e il suo destino", quasi un romanzo sul trascendente, è il personaggio che interpreta meglio il disagio degli ex credenti contemporanei, che purtuttavia vogliono ritenersi ancora cattolici pur non riconoscendo più l'autorità del Papa - se non fino al Concilio Vaticano II, vero limes del progresso cattolico in materia di fede. Sullo stesso versante il Cardinal Martini, ritenuto ormai l'anti-papa per eccellenza e rappresentante prodigioso della massa dei neo-modernisti, quasi fosse un Masaniello della Chiesa rivoluzionaria, che trova viceversa in Mancuso il sistematizzatore di questa novella visione della religione dell'"est modus in rebus", la quale rifiuta il no di principio ed ammette il ni possibilista, innalzando il vessillo minimalista della perenne mediazione tra contrari, del sincretismo tra fede (presunta) e scienza (presunta), nel banale tentativo di sciogliere tutti i nodi dell'esistenza e della complessità della vita, in materia di aborto, testamento biologico, autodeterminazione del malato, cellule staminali, eutanasia, e via dicendo. "Ma se non conosciamo perché la vita ci regala oltre diecimila malattie sconosciute che affliggono l'umanità, falciando innumerevoli vittime, come facciamo a sostenere la dottrina tradizionale cattolica ?" pare chiedersi, con rabbia e preoccupazione, il neo-teologo, onnipresente ai dibattiti in tv e sui giornali, per prospettare le soluzioni più ardite in favore di quanti vorrebbero modellare le Istituzione ecclesiali con la cera del positivismo e dello scientismo e porsi così finalmente l'anima in pace su questa stessa terra. E noi che ingenuamente pensavamo che compito dei teologi fosse proprio quello di rispondere ai dubbi e alle domande non di subirle e sottomettervisi. Siamo alle solite. C'è chi aspira alla rivoluzione con licenza delli superiori anche in materia di fede, ridotta a pura ideologia mondana. Non passa giorno che qualche sprovveduto affermando perentoriamente che siamo tutti cattolici (forse nel senso crociano del perché non possiamo non dirci cristiani), poi si affretti a sottolineare l'imbecille distinzione tra cattolici di destra e di sinistra, quasi si trattasse di due schieramenti in campo con i loro fan ed i loro delegati in parlamento. C'è chi tifa per L'Osservatore Romano e chi per Famiglia cristiana, rallegrandosi dei gol o degli autogol di squadre tra loro in competizione. Uno spettacolo squallido. Ma dove son finiti i veri atei, i peccatori convinti, gli eretici coraggiosi, gli avversari dichiarati della teologia? Giordano Bruno assistici tu! October 02 BULIMIA DI PAROLEFilippo Facci, lamenta l'abuso di parole: contribuiscono in maniera irrilevante alla formazione dell'opinione pubblica.
Ci pare di poter aggiungere che se l' inflazione del linguaggio genera soltanto inconsistenza verbosa, la gente comune è anche scarsamente informata per mancanza di autentici approfondimenti. ![]() Sopraffatti dalla bulimia di lingue ed immagini che hanno il sopravvento sui fatti e sui contenuti. Ormai non importa a nessuno chi ha detto e chi si è contraddetto.Conta il momento in cui dici e fai. Dopo, non si ricorda più nulla e comunque non serve granché. La coerenza è la virtù degl'imbecilli...si ripropone come viatico per chi avrebbe il dovere dell'obiettività: uomini pubblici, opinion maker, sociologi, filosofi, intellettuali in genere. L'incoerenza è la regola, l'istante domina su tutto. Facci schiede pure se la situazione sia un'eredità di vecchi regimi politici, un connotato della civiltà contemporanea ovvero un vizio costituzionale dell'Italia. Abbiamo paura che questo male sia il contrassegno della cosiddetta civiltà moderna e contemporanea. Ma, in Italia, più che in altri paesi, la confusione regna sovrana ed è più difficile, persino, individuare a chi faccia capo lo spin, cioè la disinformazione programmata da parte dei gruppi di potere per influenzare a proprio vantaggio i cittadini, com'è avvenuto negli Usa con il flagello dei mutui bancari subprime. C'è, inutile negarlo, una caratteristica peculiare legata alla ricerca del September 29 Toscani e la modaOliviero Toscani non mi piace. E' un personaggio ambiguo, che gioca sull'equivoco: le sue immagini choc banalizzano il male che vorrebbe combattere. Alla fine, è solo un'operazione commerciale una foto che rappresenta la sofferenza e la diversità. Mettere in evidenza la figura di un'anoressica non serve a richiamare l'attenzione sulla malattia, ma a renderla accettabile, ordinaria, usuale, banale ed a fornire un alibi morale agli stilisti che disegnano abiti per taglie normali o forti. Non è un caso che i manifesti di Toscani abbiano sempre una connessione con qualche trovata mercantile, che si accompagna o segue le foto eclatanti, che contrappuntano la sua carriera di fotografo. Tra qualche anno, magari, sarà la volta di una bulimica a segnare il ritorno all'esile al sottile al filiforme nelle passerelle di nuovi modelli... March 31 Il Maestro è suonato?L'intervento di Ermanno Olmi alla trasmissione "Otto e mezzo" rischia di ottenere l'effetto opposto a quello previsto.
Il regista ha amabilmente risposto alle domande degli intervistatori e fornito chiarimenti sul suo ultimo film, ma ha lasciato sconcertati molti suoi estimatori, fra cui il sottoscritto.
Non crediamo che il cattolicesimo abbia bisogno di cineasti profetici, in un periodo di furibonde polemiche tra laici e cattolici, credenti e non credenti.
E neppure d' intellettuali che pensano di dire una parola definitiva e desacralizzante sul Verbo e la dottrina della Chiesa, contrapponendo - tanto per cambiare - Gesù alle Istituzione religiose.
Nella filmografia del nostro paese, ci è sempre parso meno intellettualista, nonostante le sue variopinte stravaganze, e più aderente allo spirito cristiano ed evangelico, il peccatore Fellini rispetto al candido Olmi, apprezzabile, onesto e laborioso artigiano della macchina da presa, il quale, probabilmente, con quest'ultima opera, più cerebrale di quanto non fosse nelle intenzioni, lascerà più interdetti che convinti gli spettatori.
Chiaramente si tratta solo di impressioni.
Il giudizio estetico va dato solo dopo aver visto il film, il quale peraltro, tra gl'intervenuti alla trasmissione di Ferrara ed Armenni, si è prestato a contrastanti interpretazioni.
Qui ci preme stabilire se quanto ha affermato il Maestro, nel corso dell'incontro televisivo sia condivisibile o no sul piano del costume e delle idee, ovvero se gli argomenti esposti siano talmente ambivalenti e le motivazioni ideologiche così capziose, da indurre a definire le tesi racchiuse in "Cento chiodi" , non tanto rivoluzionarie come ambirebbero essere definite, quanto semplicemente conformiste e del tutto coerenti con le impostazioni relativiste della società contemporanea, italiana ed occidentale.
Desidero riferirmi agli esempi portati nella discussione dallo stesso Olmi, nell'intento di rendere il più trasparente possibile il suo lavoro e la propria concezione del mondo.
Mi ha colpito la sua posizione in merito all'amore, che dovrebbe pervadere ogni attimo della nostra esistenza e che non fa differenza sul piano sessuale tra omofili e no, dandosi pertanto riconoscimento pieno, sotto l'aspetto teologico alla parità tra uomini e donne e persone della stessa specie.
Da libertari diciamo che la precisazione dei vescovi ci pare opportuna, per evitare ulteriori confusioni tra i fedeli.
Ciò che, in uno Stato non confessionale, è lecito disciplinare non è scontato per qualsiasi comunità di credenti, i quali dovrebbero, correttamente, anteporre i princìpi della propria dottrina, alle scelte politiche del momento, atte a risolvere problemi di natura pratica e sociale, riconoscendo diritti anche a chi finora ne è stato sprovvisto, col solo limite di non prevaricare le libertà degli altri cittadini.
Dove va a parare Olmi?
L'amore cristiano è parificato all'amore profano?
Ancora. Il regista ha voluto soffermarsi su un lontano episodio, avvenuto in una scuola d'Italia, che vide una studentessa incinta dare la luce alla sua creatura, in un gabinetto, attorniata, al momento del parto, da bidelli, insegnanti ed allievi. Ed ha paragonato, nel suo immaginario d'artista, la stanza medesima alla Capanna di Betlemme, senza ravvisare differenza alcuna tra i due eventi storici e simbolici.
Che dire?
Tutto avremmo sospettato, ma che la toeletta fosse equiparabile al luogo in cui il Redentore nacque, non avremmo mai osato intuirlo.
Una pietra di paragone del sacramento del matrimonio è stata poi indicata, paradossalmente, da Olmi nella scena (tratta dalla cronaca) di due adolescenti (eterosessuali o no, non pare più importante stabilirlo a questo punto), i quali, con una catena per biciclette, suggellano la loro convivenza, legandosi ad un palo con il lucchetto.
Un modo moderno, spontaneo e creativo, che varrebbe - al pari della dichiarazione resa davanti al notaio come suggerita, per le coppie di fatto, dal parlamentare Biondi - a costituire formalmente una nuova unione.
Lasciamo da parte, infine, la comprensibile commozione del cineasta, nel rievocare la sacralità (per fortuna) della propria nascita e della vita umana, antecedente addirittura il concepimento, e da stabilirsi nell' incontro degli sguardi dei genitori: un quadro idilliaco tanto pregnante quanto raro, in un mondo in cui s'intrecciano bene e male, istinti e poesia, uomini e bestie, intelligenza e brutalità, sentimenti nobili e violenze barbariche.
Alla fine della serata, una conclusione ci sembra indubitabile: si è confezionato un prodotto del tutto compatibile con la dissacrazione della fede ufficiale ed in linea con la ormai compiuta secolarizzazione della civiltà contemporanea.
Una domanda è d'obbligo (e ci scusiamo per l'irriverenza): ma il Maestro, per caso, è suonato?
March 25 L'uomo addestratoLa mia dolce amica ammirava estasiata, ieri sera a cena, la curva delle spalle del nostro ospite nell'atto di portare sulla tavola una cesta di fave con l'immancabile pecorino.
Quell'uomo, diceva, è veramente un tesoro! Così ben disposto verso i convitati, silenzioso e servizievole, gentile e premuroso: il tipo ideale del partner - marito.
Le risposi che, secondo me, il più delle volte, certi modi o atteggiamenti sono frutto dell'educazione muliebre impartita giorno per giorno all'uomo, che per lo strano gioco del destino, si trova accanto.
Si tratta, in pratica, di un esercizio prolungato nel tempo, di un vero e proprio addestramento, che induce movimenti coatti - come capita per le scimmiette del circo o per quelle che, un tempo accompagnavano i suonatori ambulanti e ritiravano abilmente l'obolo tra il pubblico, servendosi di un piattino.
Solo raramente a parer mio, può trattarsi di un comportamento spontane o la manifestazione del temperamento dell'homo erectus.
Sostanzialmente intendevo riferirmi alla speciale capacità della donna di plasmare il suo uomo per farne quel che il suo istinto ancestrale vuole che sia.
E pensavo che capitò anche a me di dover subire (per fortuna per un tempo brevissimo), da parte di un'inveterata e perfetta casalinga, un trattamento simile per costringermi ad infilare i miei piedi, tolte le scarpe con destrezza, nelle soffici pattine, amorevolmente confezionate per farmi scivolare delicatamente sui pavimenti tirati a lucido con una profumatissima cera, nell'appartamento dove vivevamo.
La morale di questi attacchi alla personalità dell'altro credo peraltro possa racchiudersi nella rattristante confidenza, che una vecchia conoscente una volta mi fece sulla sua vita coniugale, conclusasi purtroppo tragicamente alcuni anni prima:
"Nel momento in cui constatai che mio marito, dopo decenni di convivenza era diventato come io lo desideravo, il destino me lo porto' via, facendo affondare la sua imbarcazione in mare aperto e disperdendo tra i flutti per sempre".
Alla fine, tanti anni spesi per niente, senza potersi godere il matrimonio con l'elementare accettazione del coniuge così com'era.
Se riflettesimo di più sulla fugacità del tempo e sull'inutilità di voler cambiare il mondo, forse eviteremmo la presunzione di poter manipolare ed asservire il prossimo privilegiando un effimero senso di dominio all'amore puro e semplice.
November 03 Tradimenti: istruzioni per l'uso.La solita rivista Glamour pubblica oggi alcuni consigli al femminile per il bon ton dell'erotismo, tratti dal galateo inglese, il Debrett, citato nientemeno che da Jane Austen nel romanzo Persuasion e vera bibbia del sesso trend,
E' sconveniente per esempio appartarsi sui sedili posteriori dell'auto o indossare a casa propria il pigiama.
Ovvero,trattandosi dell'avventura di una notte, se l'amante e' da liquidare, dopo avergli servito la colazione, si accampa la scusa che nella propria abitazione si convive la con mamma...
Insomma un manuale d'istruzioni alla portata di tutte le donne, per sentirsi à la page anche in questo campo ed imparare a tradire con educazione...
Una volta erano autentici artisti, scrittori o pittori o musicisti a cantare la trasgressione delle trasgressioni e a dettare le regole di buon gusto.
Ma ora che quest'ultimo è definitivamente tramontato, la cosiddetta
discrezione in campo sentimentale ed amoroso non è più un principio da rispettare.
Tutto si mostra, come insegnano tv e giornali.
Se si vuole un'educazione (non buona, ma cattiva) basta leggere periodici come Glamour ed il gioco è fatto: la banalità è il risultato assicurato ed il propagarsi dell' anticonformismo di massa e' solo il vessillo della volgarità elevata a sistema, sotto la patina di una finta eleganza e di una fasulla libertà.
Nessuno forse ci pensa, ma le trasgressioni delle moltitudini sono l'esatto contrario dell'autentica violazione delle regole e, manco a dirlo, del bon ton.
September 27 Prof. RatzingerIl Prof Ratzinger, dopo la famosa lezione di Ratisbona, è oggetto di continui attacchi da parte degli estremisti islamici e no. E' stata una ghiotta occasione per il pensiero laicista, impossessarsi di alcune frasi, fuori del contesto appropriato, per orchestrare una campagna diffamatoria nei suoi confronti.
Il pubblico più attrezzato criticamente è andato alle fonti, vale a dire al documento originale e l'ha interpretato nella sua interezza come un'esortazione alla libertà, alla difesa della persona e della vita umana, un invito al dialogo tra le religioni ed un avvertimento fermo a non incoraggiare la violenza ed il fanatismo servendosi di Dio.
Ma il pubblico, che seleziona e non si lascia condizionare da un'informazione distorta ed interessata a perseguire ideologismi di varia natura (ma tutti improntati dal vangelo giacobino e laicista), è scarso e la maggioranza o rimane indifferente od è schiava dei luoghi comuni.
Sicché il risultato è quello di una grande confusione mentale, anche dopo i chiarimenti ed il rammarico espressi dal papa, per le cattive interpretazioni delle sue parole da teologo.
Nelle fasi successive, compreso anche l'incontro di pochi giorni fa con i capi religiosi mussulmani, nel migliore dei casi, l'esito è stato quello di attribuire al pontefice una sorta di petitio excusationis, ben lontana dalla volontà effettiva del capo dei cattolici, il quale nella sua umiltà religiosa non ha esitato a privilegiare il dialogo rispetto al diritto, inalienabile. di esprimere liberamente la propria opinione in materia teologica.
A chi giova quest'atteggiamento di finto buonismo e di ricerca di responsabilità a carico del papa anche quando agisce da semplice teologo, tenendo una lezione accademica, che avrebbe meritato ben altra attenzione sul piano culturale?
Certamente alla causa islamista, perché pare quasi che il cattolico debba cospargersi il capo di cenere per le parole pronunziate dal proprio rappresentante in un consesso di alto livello e sottomettersi di fronte alle pretese d'imporre il proprio punto di vista erga omnes da parte dei leader teocratici, che hanno preso parte all'incontro con il pontefice.
Quello che fa riflettere amaramente però è la posizione assunta da giornali, mass media ed intellettuali engagées, uomini politici o opinionisti, i quali paiono più preoccupati di giustificare a tutti i costi il terrorismo fondamentalista e della ricerca di colpe impunite da parte dell'occidente.
Uno spettacolo penoso di autoflagellazione e codardia, che non tiene in minimo conto il pericolo sempre più incombente del fanatismo armato, il cui unico fine è la supremazia della propria concezione
del mondo.
Altro che tolleranza e libertà di culto, nel rispetto reciproco.
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