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日志


12月10日

LA CLASSE DIRIGENTE

La notizia di oggi sulle accuse della Procura militare all'ex Generale della GdF Speciale, ora parlamentare del Pdl è scandalosa, ma non sorprende. Da quello che si è capito l'alto ufficiale, quando ricopriva l'incarico di Capo di Corpo, avrebbe utilizzato un aereo militare per trasferire alcune casse di pesce fresco (sic!), che nulla avevano a che fare con il presunto accompagnamento di un'alta autorità per scopi istituzionali.

Il Procuratore militare è un personaggio già distintosi in passato per alcune azioni giudiziarie eclatanti e noi siamo rigorosamente garantisti se attendiamo doverosamente l'esito del processo.

Però alcune considerazioni si possono già fare, sulla scorta della gravità delle informazioni pubblicate dalla stampa, che meritano peraltro di essere vagliate accuratamente, prima di trarre conclusioni definitive ed oltraggiose nei confronti degl'indiziati di reato.

Non c'è da stupirsi, comunque, se negli alti gradi della burocrazia e delle forze armate si riscontrano episodi di squallido malcostume, ma questo s'inserisce nel clima di assoluta disgregazione del senso dello Stato, che accomuna la classe dirigente alla classe politica che governa, sia di destra che di sinistra.

Purtroppo, casi di disfacimento dell'etica pubblica si accompagnano ad una disinvolta gestione del potere, a tutti i livelli e, quindi, non c'è da scandalizzarsi troppo su questi avvenimenti.

La partitocrazia genera simili mostri in tutte le strutture istituzionali (basta assistere all'indecorosa lotta fra le toghe negli ultimi fatti di Catanzaro e di Salerno) ed ormai la questione cosiddetta morale non può essere riferita ad uno schieramento in particolare.

Si pensi all'antagonista di Speciale, l'ex Ministro Visco, che, se ricordiamo bene, si era reso protagonista di alcuni abusi urbanistici.

L'assalto alla diligenza si sta generalizzando e, alla fine, rimarranno solo le povere vittime di chi ancora si ostina ad essere onesto, ma è inevitabilmente destinato ad essere stritolato dal sistema.

Una volta si diceva che la democrazia non vive senza un minimo di corruzione. Le parole di Clemenceau appaiono oggi grottesche di fronte allo spettacolo osceno delle nostre Istituzioni, sempre più utilizzate non per servire un interesse generale ma di parte o privato.

Povera Patria!

10月28日

LA FORMA


Cattiva maestra è stata definita, da K.Popper, la televisione, in genere.
Ma in Italia credo che essa rasenti il grottesco, a causa del ben noto stato dell'istruzione, di ogni ordine e grado.
Alla correzione dei temi per il concorso in magistratura, se ne son viste di tutti i colori, quanto ad errori di sintassi e di grammatica.
I diplomati e i laureati sono i cattivi esempi quotidiani, che fanno di questo paese un luogo d'ignoranza colossale.
La televisione, fatte le debite eccezioni per alcuni programmi (pochi) non fa altro che incrementare la distruzione della cultura e la perdita dei valori, unico patrimonio di un popolo.
Ma se ci si fa caso, la stessa Striscia la notizia, che ha meriti indubitati per allargare il campo dell'informazione libera, ha dato luogo al diffondersi di falsi valori e fasulli punti di riferimento.
Una volta diventare Miss Italia poteva significare per alcune ragazze, prive di altre possibilità, riscattarsi dall'indigenza e magari accedere ad un certo grado di cultura o istruzione (vedi la Lollobrigida o la Loren ).
Oggi, diventare veline è l'ambizione principale di frotte di studentesse, laureate o diplomate, e delle loro famiglie.
E' il traguardo della stessa vita.
Roba da far accapponare... i capelli !
Se poi decidessimo di seguire qualche lezione di Storia dell'Arte chi ci troveremmo di fronte sui teleschermi?
Vittorio Sgarbi, nomen omen ?, con le sue buone maniere, le sue frasi forbite, la gentile ed appropriata comunicazione verbale, ed i suoi ciuffi in faccia...
La forma? Chi sa più cos'è?
10月15日

CROCE CELTICA E BARBARIE

Alcune considerazioni sui fatti di Bulgaria e il malcostume degli Italiani.  thinkbon
 

I teppisti, in trasferta con le squadre di calcio, non credo sappiano che cos'è la croce celtica, insegna dei loro vessilli più per pretesto di violenza che per condivisione culturale.
 

Gl'italiani, nella stragrande maggioranza, non hanno senso civico né spirito comunitario né senso dello Stato e trovo una certa contiguità tra le "proteste" e gli atti delinquenziali commessi negli stadi all'estero e la cafonaggine e maleducazione dei nostri connazionali in vacanza fuori dai confini.
 

La discesa verso la barbarie è andata aumentando in Italia nei decenni e con le nuove generazioni post sessantottesche.
 

Le abitudini volgari e violente si sono sostituite vieppiù nel corso degli anni a quelle corrette ed improntate alla buona educazione.
 

E non c'è da meravigliarsi.
 

K. Lorenz, padre dell'etologia, scienziato, medico e biologo, individuava, già alcuni anni fa, nei comportamenti umani i peggioramenti del costume, causati dal progressivo abbandono delle tradizioni, che influenzavano il cervello e le attività cerebrali in senso involutivo.
 

E che dire della scuola?
 

Può sembrare paradossale che un Presidente del Consiglio raccomandi a Napoli e all'Italia di considerare le piazze e le vie una continuazione dell'ambiente di casa, da tenere in ordine e pulito, come fossero un bene proprio, laddove, per anni, i docenti, di ogni ordine e grado, di scuola non hanno sentito il dovere d'insegnare tra le prime regole il rispetto della natura e dell'ambiente, l'ordine e il decoro della propria città, ed i pubblici amministratori sono stati per lo più interessati al proprio tornaconto, con appalti di servizi miliardari che non alla cosa comune, ma purtroppo questa è la realtà del nostro "bel paese".

10月4日

FEDE E CANZONETTE

Come meravigliarsi della crisi delle vocazioni religiose, se succedono episodi come quello di Livorno?jovanotti


Il vescovo di quella città, durante la messa domenicale, ha citato Jovanotti ed alcune strofe di una sua canzone, assurta, non si sa come, a fonte di dottrina ecclesiale.


Qualcuno dirà che l'episodio va visto nel suo contesto e che il canzonettista è stato menzionato, quale termine di confronto, per indicare laa via più elevata della ricerca della verità e del rafforzamento della fede, ma a noi portare l'esempio  di un cantautore, ci è parso come far entrare il cane in chiesa.

Anzi, il fedele amico dell'uomo, a dispetto delle restrizioni in materia, avrebbe più diritto di entrare in parrocchia dei vaniloqui musicali, inequivocabile segno di debolezza e confusione teologica. 


Il sacerdote, a corto di argomenti, ha voluto dimostrare ai fedeli quant'è moderno ed attento alle ansie e ai desideri del mondo giovanile, così ben espressi nelle cantilene di Lorenzo Cherubini, (sarà stato il cognome ad ispirate il prelato?), non rendendo  così un servigio alla sua religione, bensì all'audience e alle tasche del cantante, che non ha bisogno né di pubblicità, né di sussidiarietà.


Andate a a chiedere ai musulmani se episodi del genere si sono mai verificati all'interno delle loro moschee.

9月23日

ANNIE E LA SOCIETA' MISERABILE

Abbiamo visto le terribili immagini di Annie Girardot, impietosamente girate col consenso della figlia per testimoniare la grave malattia da cui è afflitta.
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L'alzheimer, si sa, è devastante al pari di un cancro, ma non consente, a differenza del secondo, che labilissime speranze legate al lento progredire della scienza medica e  ci lascia  disarmati di fronte all'avanzare ineluttabile del male.Annie2


Come si possa diffondere un filmato così impietoso, lo sa solo chi non conosce altri dei che la pubblicità ed il denaro da guadagnare a qualsiasi costo.


Ma un effetto, diciamo così, positivo, il video mandato in onda in questi giorni in tutto il mondo lo ha avuto: nessuno di noi può evitare di prendere atto della fragilità della vita e del cataclisma causato dallo sconvolgimento delle cellule cerebrali nella coscienza di chi si trova vicino al malato: parenti, amici, e, in questo caso, ammiratori e pubblico.


La povera Girardot, che non era bellissima, ma aveva uno spirito spumeggiante, occhi lampeggianti ed espressivi, una sensibilità acuta ed un patrimonio di emozioni e sentimenti da trasmettere con la sua arte, è ridotta ad uno stato larvale, vegetativo ed inconsapevole. Sembra un  animaletto addestrato, che esegue i movimenti tramite impulsi elettrici ed è barbaramente costretta a recitare con l'input di un'auricolare, che le suggerisce le parole.


E' vergognoso pensare che la pena, per una sofferenza così palpabile, non possa avere il sopravvento sulla notizia, sul mondo di cartapesta che antepone, sempre e comunque, lo spettacolo a qualsiasi considerazione umanitaria. Sarebbe bastato un piccolo stralcio del lungo ed agghiacciante servizio, fissando soltanto due, tre fotogrammi al massimo, per salvare, forse, la sua  dignità di essere umano, facendo conoscere a tutti, in modo meno crudele, che l'attrice tanto apprezzata non c'era più.
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Che miserabile società è questa. 

8月21日

I GRANDI SPIRITI

0c2a0ca4m43qlcak2fxodcaoshrkzca5u6q Se non andiamo errati era Niccolò Machiavelli che la sera, al termine della sua giornata di lavoro, smessi i panni della fatica, s'intratteneva in piacevole colloquio con qualche grande spirito dell'antichità, per rinnovare ed arricchire il proprio animo, immerso fin troppo nelle dure tempeste della politica e nelle inevitabili compromissioni delle relazioni interpersonali, nelle ore precedenti.

Ma tutti capiscono la differenza tra un dialogo in latino con Tito Livio, ancora possibile al tempo dello scrittore fiorentino e quello che a noi post-moderni è dato intraprendere pur con i mezzi tecnologici avanzati, messi a disposizione del progresso, come TV o Internet.

Provate ad entrare in contatto con i mostri contemporanei del giornalismo o della letteratura o del mondo universitario, anche soltanto assistendo in diretta a "Cortina Incontra"e vi accorgerete subito che i dialoghi non sono più possibili.

Prendete un qualsiasi guru contemporaneo e fatelo parlare con altri tre o quattro suoi colleghi, con l'inframmezzo di qualche giornalista à la page e l'incantesimo di quel nome, celebre e saggio, svanirà.

Questi maestri, benché contemporanei, sono universalmente riconosciuti come formatori dell'opinione pubblica, lucidi interpreti del mondo e degli avvenimenti più importanti, ma a Cortina non sono più gli stessi.

Sarà la diretta, il clima vacanziero, il bagno nella piccola folla convenuta sotto il tendone estivo stile meeting riminese, ma dalla parola scritta alla performance in pubblico, da giganti si trasformano in pigmei.

E' una sorta di cartina di tornasole il dibattito organizzato su temi di grande importanza politica o culturale da Enrico Cisnetto.

E il più delle volte, se non tutte, i grandi spiriti del nostro tempo si fanno catturare dalla vanagloria, dal narcisimo, dalla volontà di potenza nel senso più deteriore del termine, e si atteggiano e parlano come dei assisi nell'Olimpo.

Ma il palco dove si siedono non è la sede divina, ci sono piccole poltrone, che al termine dello spettacolo vengono portate via in tutta fretta, lasciando vuoto il tavolato.

Gli ospiti ne escono sminuiti, ridotti ad una materia troppo umana ed effimera, e le loro parole si perdono nel vuoto, tanto sono prevedibili e banali.

La rassegna di luoghi comuni cui danno luogo, senza creare spazio ad un pensiero originale, ma solo ad autocitazioni e ad autoreferenzialità sfacciata, generano reazioni di ripulsa e noia, se non di commiserazione.

E' come guardare dal buco della serratura le debolezze ed i difetti che la kermesse scatena impunemente, e la gente si rende conto di quanto piccoli siano questi spiritelli.

Altro che Tito Livio. Solo fuochi fatui che fanno constatare la povertà intellettuale ed umana delle nostre classi dirigenti.    

8月13日

LA LUMACHELLA DELLA VANAGLORIA

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Dedico una poesia di Trilussa ai tanti che, nella vita quotidiana e nel web, assatanati dal morbo del presenzialismo, non si preoccupano di essere ridicoli, con la smania di esserci a tutti i costi.
 
Quanta smania rilevate, a volte, in alcuni personaggi, che, pur di essere considerati presenti, si affaticano in giravolte, smancerie, complimenti senza senso, auguri ed auspici... per una sempre maggiore gloria di se stessi...
 011-costume
Ci sono blog addobbati come alberi natalizi, o peggio, come un costume di Arlecchino.
 Variopinti colori su tanti triangoli di stoffa, di  proprietà altrui, raccolti di qua e di là,rappezzati alla bell'e meglio, nella speranza di una citazione o almeno di un saluto di cortesia.
 
Per non parlare dei meschini mercanteggiamenti, negli scambi di link, o fasulli riferimenti a post senza qualità.
I vizi della società si riversano in internet come in uno specchio.disegno_di_trilussa_sqlarge
 
Trash e vaniloqui sui quali riflettere per rendersi conto della nostra infinitesima importanza.
 
C'è chi ricorre all'insulto gratuito, all'attacco diretto, alla polemica spicciola e senza costrutto,
 alla volgarità e all'offesa pur di essere ricordato.
 
Quanta gente afflitta dal complesso dell'anonimato tentano di farsi notare: esibizionisti, psicolabili, semplici presuntuosi, scocciatori di oraziana memoria,poetastri, mestatori !
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Per essi vale la magistrale descrizione del poeta nei seguenti versi.
 
"La lumaca"
 
La Lumachella de la Vanagloria,
ch'era strisciata sopra un obbelisco,
guardò la bava e disse: - Già capisco
che lascerò un'impronta ne la Storia.
 
(Trilussa)Lumaca
8月2日

COUP DE SOLEIL

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E Borghezio, dove lo mettiamo?


L'Ansa di oggi dà notizia delle ultime affermazioni su Garibaldi da parte dell'eurodeputato Borghezio, piemontese, affiliato alla Lega Nord, distintosi in passato per alcune azioni esemplari come l'arresto illegale di un marocchino, trovato per caso sulla sua strada ed altre iniziative consimili, che lo hanno esposto un bel giorno ad alcune botte. altrettanto esemplari da parte di alcuni appartenenti ai centri sociali.


Non so se abbiate presenre il personaggio, a metà strada tra l'esperto culinario Raspelli e un rinoceronte messo in libertà in qualche oasi africana naturalista.


Sta di fatto che il Nostro non ha conseguito particolari meriti scientifici in campo storiografico, anche se da giovane ha militato nelle formazioni di estrema destra ispirate, non si sa bene perché, dal culto dei Celti.


Ora, potrebbe darsi il caso che la sua competenza sulle antiche popolazioni del Nord Europa lo abbia condotto a pensare che Garibaldi sia tuttora, un nemico da abbattere, nostante la barba ed i capelli biondi dell'eroe dei due mondi, e che quindi valga la pena di tanto in tanto di elargire, con la grazia che gli è consueta, qualche veemente insulto...
Dopo aver colto l'occasione di poterlo definire un tangentista in una trasmissione televisiva, senza mezzi termini dichiara ai giornali che Giuseppe Garibaldi politicamente era un co......
Sulla base di quali dati un giudizio simile sia scaturito dalla poliedrica mente del parlamentare non lo sappiamo, ma è certo che Garibaldi era ed è ricordato come un antipolitico.

E comunque se era un tangentista dubitiamo che fosse un c...... in politica.


Veda quindi di mettersi d'accordo con se stesso l'ingombrante eurodeputato, prima di dare spettacolo.


Questa recrudescenza nei confronti di uno dei protagonisti più popolari del Risorgimento, oltre che fuor di luogo, considerati gli studi storici più accreditati sul valore indiscutibile del suo contributo all'unità nazionale, ci pare solo strumentale, una facile propaganda ed un esercizio inutile.


Prima si diceva: guai a parlar male di Garibaldi !

Oggi siamo all'estremo opposto. Denigrarlo è come sparare sulla Croce Rossa ormai.

E qualcuno, come Borghezio, ritiene magari di poterne trar vanto.

Perché, chiediamo, non fa qualche sberleffo ai centri sociali? Ha paura di prenderle di nuovo?
 
Un fatto è comunque certo.
Non saranno le ridicolaggini  pronunciate da un politico di periferia ad eliminare, dalla storia del nostro paese, Giuseppe Garibaldi, che vi è entrato  e vi rimarrà a pieno titolo.
 
Piuttosto: Borghezio dove lo mettiamo?
6月28日

Mamma ha fatto gli gnocchi !

 
 
Ridete, ridete. Sollazzatevi alla lettura delle intercettazioni pubblicate da L'Espresso .
 
Ma ancora di più, ne vedremo di belle nei prossimi giorni e settimane.
 
Il divertimento, pare, sarà assicurato dalla rivelazione di colloqui privati del premier con altri interlocutori, o forse con lo stesso ineffabile Agostino Saccà, aventi come oggetto principale, nientedimeno che le donne, di tutti i tipi e di tutte le fattezze.
 
Preferiamo non ripetere il termine goliardico che alcuni giornalisti indicano quale argomento delle inutili conversazioni intercettate e pubblicate.
 
Ci affidiamo allusivamente ad un vecchio detto che fa riferimento al piatto di gnocchi come segno di festa in famiglia, piuttosto che ricadere nel solito vizio italiano di richiamare, ad ogni pie' sospinto, faccende di sesso, tanto più citato quanto meno praticato.
 
Però, lasciamo la parte ogni altra considerazione legata al gossip, prima materia di studio in Italia per studenti e professori, e doliamoci di quello che sta avvenendo nel nostro paese.
 
C'è un nuovo governo che sembra abbia intenzione di fare qualcosa di serio in materia economica e sociale, mentre il governatore della Banca d'Italia lamenta gravemente il peggiorare della situazione, in campo nazionale, per i redditi della maggior parte dei cittadini, già vessati da tasse ingiuste e sprechi da ripianare a cura dei contribuenti.
 
E c'è un settimanale dalla grande storia passata, che fu valido innovatore del costume e delle libertà civili, quando ancora era diretto da Arrigo Benedetti, e che ora fa concorrenza alle numerose pubblicazioni patinate, le quali dedicano la loro attenzione a corna, avventure, esibizioni volgari di corpi ed anime perse, maldicenze e pettegolezzi di ogni tipo.
 
Non abbiamo molta considerazione per la maggior parte di giornali e giornalisti, i quali, in fondo, rispecchiano la povera realtà di una comunità civile  allo sbando, dove conta di più avere una figlia velina che ingegnere, o semplice casalinga in grado di governare marito, casa e prole.
 
Si chiedono i signori de L'Espresso se da servizi d'informazione di tal genere, alla fine, la figura meschina non sia del Presidente del Consiglio e della sua corte, ma di tutti noi, ed in particolare di ogni persona attenta al decoro proprio e della nazione ?
 
A sentir parlare di "pelo di donna" da una resocontista ritenuta affidabile fino ad oggi, vengono i brividi ed un moto di repulsione irrefrenabile ci fa giurare che non vale la pena  di leggere più né quotidiani né rotocalchi, né pensare che gl'italiani possano stare in Europa come cittadini dabbene.
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Altro che risate e gnocchi...
6月23日

LA PUZZA SOTTO IL NASO



C'è molta gente dalla puzza sotto il naso. Con il passare del tempo forse un giorno cambierà, dopo averlo  sbattuto contro qualche imprevisto incidente di percorso, ma intanto va sopportata.

Tra la marea crescente di signorini soddisfatti come avrebbe detto Ortega y Gasset, i quali credono di tutto sapere e reclamano diritti inesauribili alla conquista della società, una nutrita schiera alligna tra i cosiddetti intellettuali e la loro sottospecie giornalistica.

Ma anche tra le persone comuni, presenti nelle nostre relazioni quotidiane, si è fatta strada, da qualche decennio, questa mentalità legata ad un'eccelsa presunzione, tanto più consistente, quanto più larghe sono le buche della propria ignoranza.
 
Noi siamo, a dispetto delle apparenze, un popolo arretrato e retrivo, colmo di superstizioni e pregiudizi mentali, insuperbiti da un benessere fasullo, quasi tutto originato da bluff finanziari, composto quindi di lustrini e specchietti, come dimostra la crisi economica in atto, dove chi è più furbo la fa quasi sempre franca ed, inorgogliendosi delle proprie bravate, si ritiene autorizzato a disprezzare il prossimo, specialmente quando si trova di fronte a soggetti ancora dotati di buon senso e, consci dei propri limiti, non avvezzi a fare, come si diceva un tempo, il passo più lungo della gamba.


Le antiche virtù sono scomparse e quelle tipiche della piccola borghesia o dei ceti popolari sono state sostituite, grazie ai mass media dominati dalla volgarità e ad una scuola ricettacolo di tutte le bassezze del consorzio sociale, dalla volontà di sopraffazione per coltivare l'arrivismo ed il facile guadagno: Il denaro è la merce di scambio più utilizzata e sul mito della ricchezza ad ogni costo ormai si misura la vita.

L'esistenza ha perso del tutto o quasi il fascino dell'avventura, il richiamo della bellezza, l'aspirazione alla realizzazione spirituale di sé, l'apertura verso il mondo, il rispetto dovuto all'altro, oltre che alla propria individualità.

Oggi si tende invece a lasciare sempre meno spazio a quanti non vogliano soggiacere alla prepotenza e all'arroganza,alla violenza morale , a volte, velata dall'ipocrisia sociale, altre volte, scoperta e brutale.


                                                                                    18
12月26日

Un Natale di sangue

Uno psicopatico ha massacrato un'ancor giovane donna a Castelfranco Veneto.

Un delitto efferato.

L'uomo, ritenuto malato di mente, lavorava come falegname ed era entrato in contatto con la vittima tramite una chat.

Che cosa possa aver indotto la figlia di un notaio benestante a frequentare in web un tale individuo non lo possiamo sapere con certezza.

Ma non è il solo interrogativo che rimane in testa dopo aver ascoltato le notizie del telegiornale.

Uno fra tutti rimane inquietante.

I carabinieri affermano di aver localizzato il luogo del sequestro ed il locale dov' era tenuta la prigioniera, ma non sono intervenuti, per timore di peggiorare la situazione, limitandosi, quindi, a seguire il rapitore per giorni e giorni.

Sono passate circa un paio di settimane dall'annuncio della scomparsa, senza nessun indizio particolarmente utile per non ritenerla in pericolo di vita.

Come si fa a ritenere che si potesse trattare di una fuga sentimentale tra due adulti conosciutisi chattando?

Tutto può essere, ma gl'investigatori, una volta stabilita l'identità dell'uomo ed identificata la sua abitazione, non avevano altre possibilità per tutelare l'integrità della sequestrata?

Pare impossibile che con tutti gli strumenti che la tecnologia mette oggi a disposizione degli apparati dello stato, la situazione sia sfuggita di mano in modo così raccapricciante: la morte, infatti, risale a pochi giorni dopo il rapimento.

Paradossale e tragico che, alla vigilia del Natale, un falegname, come Giuseppe di Nazareth, possa aver imbrattato di sangue il ricordo della nascita del Salvatore.

Assurdo constatare come, tramite la telematica, si possa irretire ed uccidere, ma non ci si possa difendere dal male, prevenirlo e sconfiggerlo.

Eppure essa non ha, in se stessa, niente di perverso e malvagio.
O è vero il contrario?

 natale black

12月13日

Complimenti ad Albertazzi

Ad ottantaquattro anni, pimpante come un giovanotto, il grande Giorgio è convolato a giuste nozze dopo un'assortita convivenza con l'affascinante, quarantottenne e nobildonna, maremmana Pia de' Tolomei.

Matrimonio civile, come si conviene ad un rigoroso pagano, innamorato dell'imperatore  Adriano e della paganità.

Rammento che disse, a proposito della libertà pura ed assoluta, che questa si realizzò per un brevissimo tempo, nel momento del passaggio dall'antica religione politeista a quella cristiana.

Periodo limitato in cui l'uomo dell'età classica rimase senza divinità, pur essendo parte integrante del mondo e della natura. 

Un personaggio unico ed inimitabile con un patrimonio culturale notevole, come ben pochi attori possono vantare.

Testi ed autori non solo interpretati, ma interiormente conquistati con l'intelletto e la capacità critica.

Un uomo controverso che ha saputo crescere, nonostante il successo.

Lo ricordo un po' manierato all'epoca della Proclemer e, pian piano librarsi, da solo, con una sempre maggiore distacco dalle figure stereotipate del palcoscenico, fino a giungere ad un teatro che è vita, vera e vissuta.

Della moglie si sa poco, ma a vederla raggiante e devota, scendere da un cavallo bianco, mentre si reca al Campidoglio, e manifestare tenerezza ed amore al suo uomo un po' bambino, pare proprio la persona giusta per accompagnarlo ancora nella gioia e nella curiosità dell'esistenza.

Assolutamente non conformista, ci pare questa donna avvolgente e dolce. Proprio come l'Albertazzi che privilegia i sentimenti puri ed eterni alle piccole banalità delle ideologie.
E’ questo un altro suo merito, cui dobbiamo render grazie, nel paese delle rivalità e delle contese per i motivi più insulsi e miserabili.

Complimenti a lui ed alla sua donna. Una coppia splendida
.

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9月18日

Una corazza per l'autunno

 

Prepariamoci all'autunno. Sarà dura.

La corazza da indossare ci consentirà di affrontare le difficoltà che l'instabilità del governo e dell'economia ed i fermenti sociali, sempre più in ebollizione per il disagio in aumento nelle classi medio-piccole? Difficile dirlo.

 Come si fa ad affrontare il deficit della spesa pubblica, senz'aumentare le tasse?

E perché il contribuente si deve convincere che ciò sia un bene per tutti, quando manca la trasparenza a tutti i livelli ed, in primo luogo, sull'uso del denaro pubblico?

L'idea che i governanti non siano all'altezza della loro funzione e che i governati costituiscano, ogni giorno di più, una moltitudine di pecore da tosare o di polli da spennare si fa sempre più certezza.

La sociologia classica, quella di pensatori come Pareto, Mosca, Michaels, è un libro aperto per spiegare che in Italia non c'è selezione democratica, per l'elezione dei rappresentanti del popolo, i quali costituiscono sempre più una nomenklatura, preoccupata più della propria sopravvivenza, piuttosto che del benessere della società.

Se così non fosse, non ci sarebbe l'affannosa rincorsa alla cosiddetta collegialità, che vuol dire semplicemente ricerca di un compromesso tra varie componenti della maggioranza (?) in perenne conflitto tra loro.

Che senso ha?

Un leader si elegge perchè nell'arco della legislatura decida per attuare il programma votato dagli elettori, i quali, al termine della stessa, dovranno poi approvare o no ciò che è stato realizzato.

La stabilità è la premessa indispensabile per un'azione costruttiva di governo; ma se all'interno di questa compagine non c'è coesione ed unità d'intenti, che ci stanno a fare onorevoli e senatori, se non per conservare il cadreghino alla faccia della sovranità popolare?

L'8 settembre è appena passato, ma nessuno pensa che sia meglio che tutti vadano a casa per nuove elezioni: sarebbe un atto di dignità andare al referendum elettorale o approvare una nuova ed efficace legge in materia ; si tratterebbe di un gesto di rispetto per la volontà dei cittadini, i quali, siano di destra o di sinistra, non hanno più alcuna voglia di essere presi per i fondelli.

Qualsiasi corazza servirebbe a ben poco in una situazione degradata come la nostra e non è più di tempo di turarsi il naso come ai tempi della cosiddetta prima Repubblica.

 
8月17日

Il dito e la signora

L'onorevole Santanché non manca l'occasione di farsi riprendere o intervistare, di rilasciare commenti o dichiarazioni alla televisione e sui giornali.
 
Crediamo che quest'estate, tra Billionaire e via dicendo, impazzi fervidamente in tutti i luoghi di culto vipparoli o miliardari, disseminati sulla Costa Smeralda.
 
Presumiamo, quindi, che ritenesse di non poter fare a meno di partecipare , secondo lo stile dei tempi in cui viviamo, che impongono, contro ogni fondamentalismo estetico, la religione del presenzialismo a tutti i costi, senza discrimine alcuno, tra buono e cattivo gusto, al concerto da 1200 euro a testa, tenuto dall'ineffabile Zucchero Fornaciari nello stupendo scenario di Porto Cervo, a ridosso dell'infuocato ferragosto della Sardegna di nord-est, ormai divenuta - dopo l'elegante, discreto ed equilibrato regno dell'Agha kan - la patria miserabile e sbrindellata dei nuovi ricchi in odore di mafia, dei parvenues internazionali e degli snob senz'appello  e senza futuro, degni per l'appunto degl'improperi,  degl' insulti e delle trivialità del bluesman alle pappardelle (da 300 mila euro a serata), il quale ha  reiterato i suoi ringraziamenti, per l'ospitalità della località, nel modo osceno che sappiamo.
 
Una volta i giullari del re non osavano mancare di rispetto alla corte, che li sfamava, ma erano fedeli alle regole da seguire, permettendosi rararamente qualche salutare ed intelligente impertinenza.
 
Ma oggi, in un periodo in cui non si sa distinguere più tra servi e padroni, perché trattasi di un'unica plebaglia dedita alla volgarità e al denaro, non può meravigliare che, tra l'ubriacone che canta sul palco ed il pubblico di sbracati ed improvvidi miracolati dal potere, e dagl'intrecci tra politica ed affari, non vi sia differenza sostanziale di modi e comportamenti.
 
 Alla fine, lo spettacolo offerto alla gente comune, quella che non si può permettere divertimenti esagerati, ma è per lo più impegnata a pagare le tasse e a subire vessazioni d'ogni sorta dalla violenza e dall'arroganza del cosidetto ceto dirigente, o meglio dominante, è stato quanto mai miserabile e stupido, dolorosamente emblematico di un clima da basso impero (con il rimpianto di uno splendore passato in cui certi personaggi non avrebbero osato mettere piede o trovare ingresso...).
 
Orbene, in una situazione così sgangherata, chi viene alla ribalta ancora una volta?
 
 La signora onorevole Santanché, la quale - a margine del nefasto concerto di rumori e suoni sgraditi, almeno per orecchie abituate all'armonia musicale dei tempi andati o pur anche dei nobilissimi blues di Ella Fitzgerald - si ritiene legittimata, forse in nome della rappresentanza parlamentare, ad alzare, secondo un'abitudine cara alla pasionaria piemontese come costantemente riferita dalle cronache mondane, che ci augureremmo venissero per una volta smentite, il dito medio in segno di protesta e di condanna degli eccessi del cantante emiliano!
 
Un bell'esempio di noblesse oblige, non c'è che dire!
 
Ma, anche senza il levar del suo celeberrimo dito, ci permetta, l'illustre parlamentare, di darle un disinteressato consiglio.
 
La prossima volta che vuol assistere ad esibizioni di tal fatta, si limiti a farlo in maniera privatissima, senz' avallare l'idea che la sua presenza a tali manifestazioni sia perpetrata in nome della nazione, né si compiaccia d'infiorare, sugli schermi televisivi e giornali amici, con  considerazioni luttuose o scomuniche postume poco credibili, la propria delusione di spettatrice, rischiando di farci desiderare donne con il burka, o almeno provviste del senso del ridicolo e di mancanza d'ipocrisia.
 
Il popolo non è stupido come sembra e sa giudicare, con pacatezza e senso della misura, le performances dei propri rappresentanti e gli  atti che compiono in ogni circostanza.   
 
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8月5日

La folla

Agosto, il mese della folla.
 
D'accordo non è una novità, ma perché, essendo in vacanza, torme di turisti si accalcano, nelle ore più adatte al mare o alla montagna, nei supermercati? 
 
Un mistero insolubile o quasi.
 
Io penserei di approvigionarmi di cibarie all'alba o al tramonto, ma qui evidentemente la logica fallisce:che cosa mai attrarrà gli sciami vocianti di uomini e donne sommariamente abbigliati nelle maniere più stravaganti a girare con i carrelli, con aria smarrita, nei vari reparti merceologici, alla ricerca di non si sa che?
 
E' la nevrosi della città che ancora li accompagna, nei periodi di presunto riposo, e li fa sentire soli, lontani dall'uffico, dal collega di lavoro, dal vicino di casa?
 
Sta di fatto che paiono sopravvivere solo all'interno della catena umana dei consumatori coatti.
 
Altro che liberare i criceti dalle gabbie!
 
La liberazione dei consumatori dipendenti sarebbe l'impresa più nobile, ma nessuno la tenterà mai.
 
Schiavi come siamo di abitudini indotte, se qualcuno rompesse i vincoli dei riflessi condizionati causerebbe una catastrofe.
 
La folla impazzirebbe
8月4日

Un Parente, bruttino, di Sgarbi

Non conoscevo la persona dello scrittore Parente, se non dagli articoli che pubblica su vari quotidiani e settimanali, sorprendentti per le affermazioni non banali, ma neanche troppo originali, peraltro esposte con corretto linguaggio e di forma brillante.
 
A vederlo in TV per la prima volta, mi ha sconcertato invece la somiglianza nella voce,  nei modi e nella fisionomia con Vittorio Sgarbi.
 
Massimiliano Parente, ad onta del nome imponente, ha le fattezze più grossolane, i capelli irti come un riccio, ma se lo si sente parlare soltanto, senz'apparire in video, da' l'impressione di essere il fratello minore del noto critico.
 
E' giovane e migliorerà senz'altro il suo approccio col pubblico: imparerà a misurare parole e concetti, quando la carica narcisistica avrà lasciato il posto ad una matura visione delle cose.
 
Per ora bisogna accontentarsi.
 
Non  va al mare il virgulto scrittore, poi è solidale con Pannella, e cita doviziosamente Leopardi.
Tre fattori positivi.
 
Ha gli occhiali rettangolari, la spuma nei capelli e agita braccia coperte da camicie sbottonate ai polsi.
Tre elementi negativi.
 
Il lato peggiore consiste, peraltro, proprio nell'imitare Sgarbi.
 
 Lasci perdere quell'esempio, Parente. 
Il pubblico è già troppo paziente con il primo figuro, geniale e bizzarro, ma anche troppo ossessivo-compulsivo per potersi concedere un doppione, meno colto e bruttino. 
5月2日

I ragli degli asini

 
 
La festa del primo maggio con la presenza a piazza S.Giovanni, nel concerto serale, del mitico Chuck Berry, prometteva bene per tutti i partecipanti all'ormai consueto appuntamento nazionalpopolare, alla presenza dei massimi stereotipati esponenti sindacali, del Commendator Rossi e di Madame  Gerini...
 
Si era ben disposti verso tutto quel che poteva accadere sul palco, accettando di buon grado, da parte degli organizzatori e dei comprimari,  quegli strappi necessari a contestare la regola del lavoro quale fatica quotidiana per sottolineare un certo ribellismo di maniera con qualche trovata eclatante pour épater les bourgeois, ormai tipico connotato della manifestazione.
 
Ma quest'anno, checché ne dicano i registi dell'operazione, poi dissociatisi come animelle incolpevoli, si è voluto andare oltre nel campionario del cattivo gusto, toccando livelli ancora più bassi e volgari, rispetto agli anni precedenti.
 
Chi poteva svolgere meglio il compito di degradare la festa a triviale espressione da suburbio se non un illustre sconosciuto, come questo Andrea Rivera, fiore all'occhiello della classe degli asini, che nel mese di maggio raggiungono i ragli più stonati?
 
Costui, in un panorama di spettacoli pubblici sempre più beceri e banali, penosamente affollati da presentatori senza qualità, andava evidentemente cercando la facile notorietà, che solo la televisione, di stato o no, può a dare ad emeriti sconosciuti e semi-analfabeti.
 
Che cosa mai poteva inventarsi questo giovanotto, senza passato e senza avvenire.  per porsi alla luce della ribalta, in un mondo sempre più omologato verso il basso, all'insegna dell'ignoranza e del trash?
 
Ovviamente, qualche frase fatta per colpire il più comodo bersaglio per chi voglia oggi apparire rivoluzionario senza esserlo: la Chiesa Cattolica.
 
Ed ecco allora, in perfetta scimmiesca imitazione degli scientisti più ottusi, richiamarsi a Darwin per definire il Vaticano retrogrado e al servizio della Reazione, pur non avendo nel proprio misero bagaglio di conoscenze,  il benché minimo ammaestramento di fede e di dottrina, dopo le nuove strade apertesi con le minacce ed il proiettile inviati a Mons. Bagnasco, al quale hanno ritenuto di dare la propria solidarietà perfino  uno dei massimi assertori dell'ateismo scientifico e militante come il Prof Odifreddi.
 
 
Quali conseguenze puoi avere se lanci un altro po' di sterco contro la religione, in questo paese di opportunisti e banderuole, pronto a schierarsi sempre col più forte nel momento del tracollo, e ad  apparire a babbo morto, comunque, uno strenuo combattente per la libertà, senza mai aver sollevato un dito per conquistarla effettivamente?
 
"Gl'italiani corrono in soccorso del vincitore....." come sottolineava profeticamente Ennio Flaiano. Ora che trionfante è la secolarizzazione da un lato ed il fanatismo islamista dall'altro, non si corrono rischi di alcun genere ad insultare il Papa di Roma.
 
Anzi, si può perfino essere incoronati come eroi.
 
Chi scrive è  un laico, agnostico e libertario. Una precisazione indispensabile per capire che è solo la pratica della furbizia a fare orrore a chi non segue la corrente.
 
E dunque  non c'è da stupirsi, né da indignarsi di fronte ad un ulteriore esempio di maramaldismo
 
La progressiva crescita dell'analfabetismo scolastico, dalla primaria all'università, fa della nostra nazione il fanalino di coda nell'istruzione in campo europeo.
 
Se oggi si apprezza lo studente che al liceo è ancora in grado di formulare un verbo al condizionale, ci si può allarmare se un qualsiasi show man da periferia sottosviluppata, salito su un palcoscenico, possa, con aria presuntuosa e piglio da venditore di terracotte, inveire contro il cattolicesimo ed il Pontefice?
 
C'è da scandalizzarsi se questo tapino abbia la presunzione d'impartire ad un'istituzione millenaria lezioni teologiche sull'interpretazione del verbo e la sua applicazione ai casi concreti, anche se politicamente eclatanti ed utilizzabili per fini propagandistici, come quello del povero Welby o del dittatore Pinochet o di qualche bandito della Magliana?
 
Che cosa può saperne un tizio, che nella migliore delle ipotesi si è formato a qualche scuola di partito ed ha sveltamente appreso, per fare carriera, il politically correct, cioè  la più semplice delle vie per ottenere fortuna nella patria del conformismo?
 
Lasciamo che i ragli salgano al cielo. I balbettamenti di questo povero di spirito saranno presto travolti dall'oblio.
 
Chuck Berry avrebbe, però, meritato una presentazione migliore!
 
 
 
 
 
 
 
  
1月11日

Le donne non ci vogliono più bene...

In un bell'articolo, Mario Bernardi Guardi rievoca l'ostracismo riservato ai combattenti della Repubblica di Salò da parte del mondo femminile e la canzone, che dà il titolo al post, per sottolineare l'estrema avventura di tanti giovani, che decisero di andare dalla parte sbagliata per "l'onore d'italia", come si diceva allora.

M'interrogo sulle motivazioni che spinsero l'autore del testo, aderente anch'egli alla RSI, a formulare quei versi.

Sarà stato un vezzo o  fu vera avversione per motivi utilitaristici?

Insomma, storicamente, aveva un addentellato nella realtà, quella canzone disperata?

Se fosse radicata nella società del tempo l'idea di tenere lontani i giovani maledetti, che optarono per il duce ed il fascismo repubblicano, solo perché destinati alla sconfitta, l'immagine della donna non ne verrebbe esaltata, ma troverebbe conferma la tendenza biologica a scegliere il maschio più forte, per garantire la sopravvivenza a sé e alla prole.

Non tanto una decisione legata quindi al sentimento, quanto alla ragione e all'istinto di conservazione.

Nihil novi sub soli?

Darwin e l'evoluzione della specie l'avrebbero ancora vinta sul romanticismo e la supremazia del cuore, nelle pieghe nascoste della personalità della donna...

11月16日

Censura

Concita De Gregorio, inviata di Repubblica, è la conduttrice di turno a Prima pagina, la rubrica radiofonica di lettura e commento dei giornali.
 
Oggi la federazione della stampa aveva proclamato uno sciopero, a cui non tutti i giornali avevano ovviamente aderito (ovviamente in quanto, la libertà di aderirvi o no è uno dei principi incontrovertibili della democrazia liberale e dello stato di diritto).
 
Ebbene, in mancanza d'altro, la giornalista ha letto e commentato i settimanali in edicola ed il quotidiano il Riformista, che è edito da una cooperativa, che non ha quindi controparte, mentre ha tralasciato la lettura di altri quotidiani, come ad esempio Il Tempo di Roma, in quanto non aderente all'astensione.
 
Il bello è che la Concita, lungi dal giustificarsi per queste volute ed arbitrarie omissioni, ha dichiarato al microfono di Rai Tre, che lei stessa aveva esercitato la censura a senso unico, facendo intendere che i quotidiani non scioperanti non erano di suo gradimento.
 
 
Un bell'esempio di servizio pubblico, non c'è che dire, ed una esemplare lezione di faziosità a spese del contribuente.
 
A questo punto, da bastiancontrario, non ascolterò, per tutta la settimana, la daltonica De Gregorio ed acquisterò, per tutta la settimana, Il Tempo di Roma.
9月13日

Fondamentalismi

Sento suonare il campanello.

Chiedo chi è al citofono e una voce mi risponde: Sono Antonio, vorrei parlare con lei di religione, ma intanto vorrei lasciarle una rivista che parla dell'avvento di dio: "La torre di guardia".

Dico che sono induista e il tizio scoppia in una risata.

Ma scusi, replico, lei di che religione è?

Io sono testimone di Geova, aggiunge.

D'accordo, leggerò la sua rivista, e potremo anche discutere su quello che c'è scritto, ma non credo che lei possa permettersi di non rispettare le altre religioni, concludo. 

Ora io rifletto su quelle parole e mi convinco che il fondamentalismo ha diverse forme. Sicuramente non ha i toni e le degenerazioni dell'islamismo, ma in alcune menti alligna con una rigidità sconcertante.

Per fortuna il Papa raccomanda la tolleranza, condanna il fondamentalismo, pur affermando la superiorità della religione cattolica sul piano della verità rivelata, ma quanti presunti spiriti religiosi, non hanno la modestia di riconoscere dignità ad altre dottrine di pensiero od altre fedi?

Questa chiusura intellettuale è la premessa di ogni fanatismo religioso o non religioso.