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May 05  I veleni della politica
"E
le tre ragazze entrate effettivamente nelle liste delle candidature
per le europee? :Lara Comi ha due lauree, ha coordinato i giovani del
Pdl in Lombardia, è dirigente della Giochi Preziosi. Mai andata in tv.
Licia Ronzulli è una manager della sanità di altissimo livello, è
responsabile delle professioni sanitarie e delle sale operatorie del
Galeazzi; l’imprenditore della sanità Giuseppe Rotelli la stima molto,
va due volte l’anno in Bangladesh. Barbara Matera è laureata in
scienze politiche, me l’ha consigliata Gianni Letta, è la fidanzata
del figlio di un prefetto suo amico. Ecco, ha fatto una parte in
Carabinieri 7 su Canale 5, ma mai la velina. Insomma, mi creda, è una
montatura. Parliamo di tre ragazze in gamba su settantadue candidati.
E che male c’è se sono anche carine? Non possiamo candidare tutte
Rosy Bindi... "
L'intervista
sul 'Corriere' di oggi al presidente del consiglio approfondisce altri
temi di natura semi-privata che lasciamo alla valutazione del lettore.
Qui pare invece importante sottolineare come in Italia non sia ancora
possibile fare un passo avanti verso una politica che non sia intrisa
di veleni e non conduca ad sempre più grave imbarbarimento del costume
sociale.
Ci
viene da pensare che alla fine tutto questo non sia frutto di una
democrazia tentata e non realizzata, immatura e inaffidabile perché
sorretta da consorterie che badano solo al potere e non ai cittadini e
al benessere, in tutti sensi, della società.
Al
momento in cui scoppiò il dramma del terremoto, sembrò che
l'opposizione all'attuale governo avesse fatto una scelta di
solidarietà sociale nel segno della nazione, per garantire la
ricostruzione nel modo migliore, e nei tempi più solleciti, delle zone
dell'Abruzzo colpite dal sisma.
Dopo
poche settimane, la legge della jungla ha prevalso, travolgendo il
clima di concordia, che sembrava potesse prevalere sulle fazioni, con
distorsioni della realtà, diffamazioni, calunnie ed odi personali.
Non
c'è da aspettarsi niente di buono, se la vita privata di un personaggio
pubblico, senz'alcuna preoccupazione per la verità, viene usata come
strumento di lotta politica, facendo prevalere il gossip sulla privacy ed il trash su alcune regole fondamentali della democrazia autentica.
Altro
che federalismo, sussidiarietà, autonomia e tutte le garanzie, che si
vogliono attuare nel nome dello stato di diritto e del rispetto della
persona.
In
questi giorni si assiste ad uno spettacolo indecente, un ritorno alla
clava e alla tribù (con tutto il rispetto per la tribù).
Non siamo ancora un paese unito, se di fronte alle tragedie, l'argomento più importante da dibattere consiste nel quesito: veline sì, veline no? March 06 Sarò un reazionario,
ma considero le parolacce profferite da una donna, senza motivo, tanto per il gusto di assomigliare a qualche camionista ubriaco, e le scurrilità gratuite, in stridente contrasto con la femminilità.
Quindi, se anche dovessi trovarmi di fronte alla donna più bella ed intelligente di questo mondo e la sentissi esercitare il turpiloquio o per vezzo o vocazione, resterei talmente disgustato che mi passerebbe ogni fantasia di seduzione.
Alzerei i tacchi e me la darei a gambe. January 08 "PUNTI E PUNTINI"
Ella passò.
Da punto di riferimento stabile si trasformò in punto esclamativo, carico di dubbi e sorprese negative, fino a divenire un punto e
acapo di un'indicibile delusione, lasciando dietro di sé una serie indefinita di puntini di sospensione nel vuoto dell'universo. December 15  Questa storia della
mancata attuazione dell'economia del libero mercato, pure nei paesi più adatti a
farla crescere (Usa e Gran Bretagna), mi ricorda troppo i fallimenti del
socialismo reale e l'invocazione di un socialismo "autentico" da parte
dei delusi della rivoluzione comunista, i quali continuano a credere nella
divinità del marxismo.
Mi pare che
l'utopia liberista mieta vittime sacrificali al dio del mercato, in
attesa del paradiso in terra, né più né meno come capita a chi continua a
credere in un comunismo diverso dall'unico realizzabile e
realizzato. December 10
La notizia di oggi sulle accuse della Procura militare all'ex Generale della GdF Speciale, ora parlamentare del Pdl è scandalosa, ma non sorprende. Da quello che si è capito l'alto ufficiale, quando ricopriva l'incarico di Capo di Corpo, avrebbe utilizzato un aereo militare per trasferire alcune casse di pesce fresco (sic!), che nulla avevano a che fare con il presunto accompagnamento di un'alta autorità per scopi istituzionali.
Il Procuratore militare è un personaggio già distintosi in passato per alcune azioni giudiziarie eclatanti e noi siamo rigorosamente garantisti se attendiamo doverosamente l'esito del processo.
Però alcune considerazioni si possono già fare, sulla scorta della gravità delle informazioni pubblicate dalla stampa, che meritano peraltro di essere vagliate accuratamente, prima di trarre conclusioni definitive ed oltraggiose nei confronti degl'indiziati di reato.
Non c'è da stupirsi, comunque, se negli alti gradi della burocrazia e delle forze armate si riscontrano episodi di squallido malcostume, ma questo s'inserisce nel clima di assoluta disgregazione del senso dello Stato, che accomuna la classe dirigente alla classe politica che governa, sia di destra che di sinistra.
Purtroppo, casi di disfacimento dell'etica pubblica si accompagnano ad una disinvolta gestione del potere, a tutti i livelli e, quindi, non c'è da scandalizzarsi troppo su questi avvenimenti.
La partitocrazia genera simili mostri in tutte le strutture istituzionali (basta assistere all'indecorosa lotta fra le toghe negli ultimi fatti di Catanzaro e di Salerno) ed ormai la questione cosiddetta morale non può essere riferita ad uno schieramento in particolare.
Si pensi all'antagonista di Speciale, l'ex Ministro Visco, che, se ricordiamo bene, si era reso protagonista di alcuni abusi urbanistici.
L'assalto alla diligenza si sta generalizzando e, alla fine, rimarranno solo le povere vittime di chi ancora si ostina ad essere onesto, ma è inevitabilmente destinato ad essere stritolato dal sistema.
Una volta si diceva che la democrazia non vive senza un minimo di corruzione. Le parole di Clemenceau appaiono oggi grottesche di fronte allo spettacolo osceno delle nostre Istituzioni, sempre più utilizzate non per servire un interesse generale ma di parte o privato.
Povera Patria! October 31
Non solo Presidente emerito della Repubblica, ma emerito sardo, il senatore a vita Francesco Cossiga, in un'illuminante intervista concessa al gruppo QN, Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino, rispondendo alle domande di un illustre commentatore come Franco Cangini, ha tracciato un quadro del nostro paese e di quanto accade in questi giorni, senza reticenze o pregiudizi, senza titubanze o ipocrisie, ma semplicemente con chiarezza estrema ed acume brillante, da sardo colto, dotato di senso dello Stato, esperto della macchina politica, parlamentare e burocratica dell'Italia, esponendo valutazioni molto attente alla realtà sociale ed ai gravi rischi, che la nostra fragile comunità nazionale corre per il riaccendersi di polemiche ideologiche, le quali non aiutano certamente ad affrontare la grave crisi del momento, alla quale occorrebbe rispondere con spirito di concordia e volontà di riforme.
Cossiga è un sardo autentico, individualista, con lo spirito rivolto al futuro, ma ricco del patrimonio ideale della tradizione della propria terra. Non è amante dei compromessi, è un anarchico celestiale, che crede nel cattolicesimo, nella religione della libertà e nella lealtà come regola di vita.
Ricordo ancora come celebrasse, qualche tempo addietro, la sua amicizia con Mesina e ne ricordasse il gesto d'amicizia nel porgergli il coltello dalla parte del manico, in segno di fiducia e stima, da uomo che aveva ampiamente saldato il proprio debito con la giustizia con grande dignità.
Chi l'avrebbe fatto tra i potenti, chi l'avrebbe sottolineato con parole dense di commozione di orgoglio?
Alcuni giorni fa, nel proclamare la sua solidarietà a Del Turco, non mancò di aggiungere che sarebbe andato a trovarlo in carcere, da amico, se l'avessero condannato quale responsabile dei fatti oggetto di accuse infamanti, peraltro ancora tutte da provare.
'amicizia, la generosità, il senso di giustizia, la volontà di stare dalla parte del più debole, il rispetto della verità e della parola data, il coraggio morale.
Queste doti, che una volta caratterizzavano il sardo e che oggi, purtroppo, vanno diluendosi nella modernità ingannatrice della globalizzazione e del consumismo, sono la cifra più pregiata per Francesco Cossiga, il quale non cessa di farne uso e di distribuirla con aristocratica dovizia e senso dell'umorismo, con spiccata ironia ed orgoglio d'isolano antico.
Lunga vita al Presidente, che migliora ogni anno di più nelle sue qualità di uomo esemplare per i galantuomini ed i cittadini amanti del proprio paese e preoccupati del suo destino.
October 29
Il sorriso timido e gli occhi stupefatti del teologo Mancuso nascondono in realtà una ferrea volontà di ridefinire il cattolicesimo alla luce della realtà mutevole della società desacralizzata e dell'ansia di conciliare tutti gli opposti in un'unica filosofia storicista, razionalista, modernista, semi-atea e laicista.
L'autore de "L'anima e il suo destino", quasi un romanzo sul trascendente, è il personaggio che interpreta meglio il disagio degli ex credenti contemporanei, che purtuttavia vogliono ritenersi ancora cattolici pur non riconoscendo più l'autorità del Papa - se non fino al Concilio Vaticano II, vero limes del progresso cattolico in materia di fede. Sullo stesso versante il Cardinal Martini, ritenuto ormai l'anti-papa per eccellenza e rappresentante prodigioso della massa dei neo-modernisti, quasi fosse un Masaniello della Chiesa rivoluzionaria, che trova viceversa in Mancuso il sistematizzatore di questa novella visione della religione dell'"est modus in rebus", la quale rifiuta il no di principio ed ammette il ni possibilista, innalzando il vessillo minimalista della perenne mediazione tra contrari, del sincretismo tra fede (presunta) e scienza (presunta), nel banale tentativo di sciogliere tutti i nodi dell'esistenza e della complessità della vita, in materia di aborto, testamento biologico, autodeterminazione del malato, cellule staminali, eutanasia, e via dicendo.
"Ma se non conosciamo perché la vita ci regala oltre diecimila malattie sconosciute che affliggono l'umanità, falciando innumerevoli vittime, come facciamo a sostenere la dottrina tradizionale cattolica ?" pare chiedersi, con rabbia e preoccupazione, il neo-teologo, onnipresente ai dibattiti in tv e sui giornali, per prospettare le soluzioni più ardite in favore di quanti vorrebbero modellare le Istituzione ecclesiali con la cera del positivismo e dello scientismo e porsi così finalmente l'anima in pace su questa stessa terra. E noi che ingenuamente pensavamo che compito dei teologi fosse proprio quello di rispondere ai dubbi e alle domande non di subirle e sottomettervisi.
Siamo alle solite.
C'è chi aspira alla rivoluzione con licenza delli superiori anche in materia di fede, ridotta a pura ideologia mondana.
Non passa giorno che qualche sprovveduto affermando perentoriamente che siamo tutti cattolici (forse nel senso crociano del perché non possiamo non dirci cristiani), poi si affretti a sottolineare l'imbecille distinzione tra cattolici di destra e di sinistra, quasi si trattasse di due schieramenti in campo con i loro fan ed i loro delegati in parlamento.
C'è chi tifa per L'Osservatore Romano e chi per Famiglia cristiana, rallegrandosi dei gol o degli autogol di squadre tra loro in competizione.
Uno spettacolo squallido.
Ma dove son finiti i veri atei, i peccatori convinti, gli eretici coraggiosi, gli avversari dichiarati della teologia?
Giordano Bruno assistici tu! October 28
Cattiva maestra è stata definita, da K.Popper, la televisione, in genere.
Ma in Italia credo che essa rasenti il grottesco, a causa del ben noto stato dell'istruzione, di ogni ordine e grado.
Alla correzione dei temi per il concorso in magistratura, se ne son viste di tutti i colori, quanto ad errori di sintassi e di grammatica.
I diplomati e i laureati sono i cattivi esempi quotidiani, che fanno di questo paese un luogo d'ignoranza colossale.
La televisione, fatte le debite eccezioni per alcuni programmi (pochi) non fa altro che incrementare la distruzione della cultura e la perdita dei valori, unico patrimonio di un popolo.
Ma se ci si fa caso, la stessa Striscia la notizia, che ha meriti indubitati per allargare il campo dell'informazione libera, ha dato luogo al diffondersi di falsi valori e fasulli punti di riferimento.
Una volta diventare Miss Italia poteva significare per alcune ragazze, prive di altre possibilità, riscattarsi dall'indigenza e magari accedere ad un certo grado di cultura o istruzione (vedi la Lollobrigida o la Loren ).
Oggi, diventare veline è l'ambizione principale di frotte di studentesse, laureate o diplomate, e delle loro famiglie.
E' il traguardo della stessa vita.
Roba da far accapponare... i capelli !
Se poi decidessimo di seguire qualche lezione di Storia dell'Arte chi ci troveremmo di fronte sui teleschermi?
Vittorio Sgarbi, nomen omen ?, con le sue buone maniere, le sue frasi forbite, la gentile ed appropriata comunicazione verbale, ed i suoi ciuffi in faccia...
La forma? Chi sa più cos'è?
October 17 Forse gli oppositori al sistema scolastico, che si va delineando in Italia non trovano argomenti più validi del presunto razzismo, per contestare le scelte del governo e quindi sono obbligati agridare ancora una volta al lupo al lupo!, per avere qualche eco a proteste, le quali, col passare del tempo e le prime verifiche reali, verranno svuotate di contenuto.
La separazione delle classi, a seconda del grado di conoscenza dell'Italiano, è una misura detta dal buonsenso e dalla ricerca di maggiore funzionalità nella scuola: in buona sostanza è un ausilio in più agli stranieri che studiano in Italia.
A leggere, poi, i commenti sui giornali non filogovernativi, si apprendono notizie positive circa il gradimento della riforma da parte d'insegnanti (gli unici ad aver fatto esperienza sul campo) e genitori che abbiano seguito, con attenzione, le alterne vicissitudini delle classi prive di un minimo di uniformità, nella realizzazione dei piani di studio.Sul "Corsera" è stata pubblicata la lettera di un padre che racconta l'esperienza del figlio studente in Inghilterra, al quale è stato negato l'accesso all'Università, per non avere il requisto della conoscenza della lingua inglese al 100%.
Per due anni ha dovuto studiare l'inglese e poi la sua iscrizione è stata accettata.
Gl'inglesi sono razzisti?
Sullo stesso giornale, alcuni insegnanti, avendo avuto l'esperienza negativa di un programma scolastico, che non poteva essere svolto compiutamente, a causa della presenza di alunni indietro con l'apprendimento dell'italiano, hanno manifestato il loro consenso alla separazione delle classi, ritenendola più produttiva per l'apprendimento di italiani e stranieri, sia per la funzione di sostegno in tal modo concessa agli allievi meno istruiti, sia per per l'omogeneità e la regolarità nello svolgimento dei programmi, garantita, nel contempo a quanti, senza distinzione di razza, non hanno difficoltà di comprensione della lingua.
Si tratta di segregazione o di scelta equilibrata, per evitare che il gap nella scuola si prolunghi o aumenti nel tempo?
Il discorso è ancora una volta semplice: c'è chi vuole gettare l'ombra del razzismo, per speculazioni di partito.Qui si dà per scontato un fatto non accertato e non ipotizzabile: la segregazione.
E' un modo di ragionare scorretto e un po' infantile, che stravolge gli avvenimenti ad uso e consumo di una polemica di bassissimo livello.Quando l'ideologia diventa il criterio di generale interpretazione del la realtà, si commettono errori gravissimi, creando i presupposti per il fanatismo e la violenza.Noto come siano sempre più diffusi linguaggi e comportamenti, che aumentano la confusione e l'ignoranza, dettati unicamente dai preconcetti favoriti dalla propaganda e dalla manipolazione delle idee.Ecco, io vorrei una società che non sia schiava dei pregiudizi ideologici e delle superstizioni politiche, ma affrontasse i problemi alla luce della razionalità e del senso del reale, per quanto possibile.
Altrimenti, si rischia prima il ridicolo e la farsa e poi la tragedia.
Forse è questo il risultato che si vuole raggiungere?
Attenzione però a non gridare troppo spesso al lupo al lupo!
Si fa il gioco di chi antirazzista non è. October 15 Alcune considerazioni sui fatti di Bulgaria e il malcostume degli Italiani. 
I teppisti, in trasferta con le squadre di calcio, non credo sappiano che cos'è la croce celtica, insegna dei loro vessilli più per pretesto di violenza che per condivisione culturale.
Gl'italiani, nella stragrande maggioranza, non hanno senso civico né spirito comunitario né senso dello Stato e trovo una certa contiguità tra le "proteste" e gli atti delinquenziali commessi negli stadi all'estero e la cafonaggine e maleducazione dei nostri connazionali in vacanza fuori dai confini.
La discesa verso la barbarie è andata aumentando in Italia nei decenni e con le nuove generazioni post sessantottesche.
Le abitudini volgari e violente si sono sostituite vieppiù nel corso degli anni a quelle corrette ed improntate alla buona educazione.
E non c'è da meravigliarsi.
K. Lorenz, padre dell'etologia, scienziato, medico e biologo, individuava, già alcuni anni fa, nei comportamenti umani i peggioramenti del costume, causati dal progressivo abbandono delle tradizioni, che influenzavano il cervello e le attività cerebrali in senso involutivo.
E che dire della scuola?
Può sembrare paradossale che un Presidente del Consiglio raccomandi a Napoli e all'Italia di considerare le piazze e le vie una continuazione dell'ambiente di casa, da tenere in ordine e pulito, come fossero un bene proprio, laddove, per anni, i docenti, di ogni ordine e grado, di scuola non hanno sentito il dovere d'insegnare tra le prime regole il rispetto della natura e dell'ambiente, l'ordine e il decoro della propria città, ed i pubblici amministratori sono stati per lo più interessati al proprio tornaconto, con appalti di servizi miliardari che non alla cosa comune, ma purtroppo questa è la realtà del nostro "bel paese".
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